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IL CARDO

Fra tutte le piante utilizzate in erboristeria, il Cardo è probabilmente una delle meno note.

Questa pianta della famiglia delle Astraceae deve il suo nome ad un termine greco la cui radice rimanda alla nota presenza di spine sul cardo stesso, elemento che lo contraddistingue.

Già nella mitologia greca il ruolo di questa pianta, talora funesto, era stato messo in evidenza: ricordiamo che secondo l’epica ellenica il cardo, voluto dagli dei, nasce proprio come simbolo di sofferenza della terra per la morte di un uomo.

Il cardo produce il suo caratteristico fiore durante il secondo anno di vita, mentre durante il primo produce solamente una rosetta di foglie molto vicine al terreno. Solamente in presenza di un caldo eccezionale questa pianta è in grado di fiorire già durante il suo primo anno di vita. L’altezza del cardo varia anche a seconda della zona dove esso viene impiantato e cresce: la media italiana, nonché europea, spazia fra 1 dm e 15 dm.

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Per essere coltivato, il cardo non richiede un particolare tipo di terreno: condizione necessaria e sufficiente è che il terriccio sia profondo e fresco, ben irrigato e ricco di sostanze nutritive.

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Sia il compost che il letame sono ottime opzioni di fertilizzanti naturali per consentire la crescita del cardo.

La semina avviene preferibilmente da aprile fino a maggio, ma anche in questo caso, in presenza di un clima assiduamente caldo (per esempio nel Meridione) essa può essere anticipata al mese di gennaio.

Se si decide di coltivare questa pianta, si può optare quale varietà si preferisca utilizzare: se il Bianco Avorio, di regola senza spine, il Gigante di Romagna, che raggiunge dimensioni apprezzabili, ovvero il cosiddetto Gigante Inerme, anch’esso privo di spine.

Una volta impiantato il cardo, sarà buona cosa sostenerne la crescita (si ricordi che questa pianta raggiunge altezze significative) con dei paletti, e procedere poi all’imbiancamento, un processo che consiste nella legatura delle coste e nella loro copertura con del cartone, allo scopo di mantenerle più tenere e meno amare. Quando saranno trascorse almeno 4-6 settimane da questo procedimento, si potrà raccogliere il cardo rimuovendolo dal terreno.

Innumerevoli sono gli utilizzi di questa pianta in erboristeria ed anche in cucina, sebbene in quest’ultimo caso le ricette a base di cardo siano meno note al grande pubblico (e non per questo meno gustose).

Sono da ricordare le proprietà terapeutiche attribuite a questa pianta, come quelle depurative e purificanti, ma anche il suo utilizzo come rimedio in caso di inappetenza oppure di emicrania.